tensioni muscolari

Appena devi concentrarti nel fare qualche cosa, sia sul tuo lavoro, che nella gestione delle relazioni, oppure

appena metti piede sulla porta di casa e sai che ti stanno aspettando le classiche incombenze o discussioni, il tuo sistema nervoso entra in quella fase che si chiama di stress.

In realtà ormai, sottoposti come siamo a migliaia di stimoli, di responsabilità e di preoccupazioni ogni giorno, e più e più volte al giorno, individuare quei brevi momenti in cui non siamo sotto stress diventa sempre più difficile.

Il punto è che o ti trasferisci in un’isola deserta, oppure sei destinato a fare i conti con questo flagello del XXI secolo.

Lo stress ha delle serie e pesanti ripercussioni sul tuo corpo che non devi mai sottovalutare.

Lo sai perfettamente anche tu, e se ci fai caso lo senti su te stesso ogni singolo giorno. Sono sicura che se ti fermi un attimo ad ascoltare il tuo corpo, riesci a percepire dove, proprio adesso, il tuo corpo sta somatizzando le tue tensioni. E sono sicura di andarci molto vicina dicendoti che le stai percependo sulle spalle, sulla zona cervicale, sulla zona delle scapole e sulla schiena in genere. Mi sento tranquilla nel farti questa descrizione, perché sono gli stessi punti in cui anche io somatizzo tutto lo stress.

Il peggio è che spesso questo non si limita ad un fastidio che rende più faticose le tue giornate, ma se non impari al più presto a gestirlo, ben che ti vada si tramuta in forti mal di testa, oppure rimani bloccato con la schiena. E piano piano, questo può peggiorare pesantemente.

Arrivi ad un punto, consapevolmente o inconsapevolmente, che ti trovi davanti ad un bivio:

  1. O continui così e il dolore diventa patologico, e ti ammali,
  2. Oppure trovi una soluzione prima che sia troppo tardi.

Se scegli di non fare niente, di lasciar ammalare il tuo corpo, di ricorrere a farmaci e andare a farti fare consulenze da tutti i medici e fisioterapisti del tuo circondario, sei libero di farlo. Chiudi pure questo articolo perché non è rivolto a te.

Se invece fai parte di quelle persone che non ci avevano mai dato peso prima, ma credi che sia meglio prevenire piuttosto che curare, allora fai molta attenzione a ciò che ti sto per dire.

E’ chiaro che un minimo di movimento devi farlo, tutti te lo stanno dicendo, in tutti i modi!

Ok, ok, lo so che lo sai, il punto è che cosa puoi fare per scaricare le tensioni della vita quotidiana e evitare che tu ti ammali rimanendone una vittima inconsapevole?

L’attività che sceglierai di fare deve necessariamente avere queste caratteristiche:

  1. Deve coinvolgere e sciogliere la parte superiore del corpo (esattamente la parte che somatizza tutto lo stress e che è a rischio implosione): cioè la nuca, la cervicale, le spalle, la zona scapolare, la parte lombare;
  2. Deve essere dolce: un impatto aggressivo che mette sotto sforzo la muscolatura non fa altro che aggravare la tensione (dopo una sessione di pesi, ti senti sciolto e leggero oppure tutto accartocciato e dolorante?);
  3. Deve rispettare il tuo corpo, la tua fisiologia e deve accompagnarlo in un percorso di miglioramento;
  4. Deve permetterti di ossigenarti in modo adeguato e di sentirti leggero al termine della sessione (personalmente eviterei palestre o luoghi chiusi, che spesso sono puzzolenti e totalmente privi di ossigeno!).

Sono certa di quello che ti dico perché quando lavoravo in ufficio, ero sempre stressata: mi ritrovavo a fare le cose di corsa, e tutto era “urgente per ieri”, almeno così ormai si suole rispondere tra colleghi. In più le ore passate davanti al computer mi avevano totalmente bloccata nella zona delle spalle e della cervicale. Ero arrivata al punto che non solo tornavo a casa la sera completamente contratta e quindi di malumore, ma addirittura la mattina, appena scendevo dal letto, ero tutta tesa e bloccata.

Ho cercato di tenere duro per un po’, dicendo a me stessa “passato questo periodo difficile, sparirà anche il dolore”. Ma quel momento non è mai arrivato. Sia perché i periodi difficili non terminano mai (ben s’intenda, si intervallano anche con momenti bellissimi, ma è pura illusione credere che un giorno la vita sarà semplice, lineare e senza intoppi!), sia perché ormai ero così contratta che stava diventando una situazione patologica.

E quindi dove ho cercato la soluzione? Nei fisioterapisti prima, nei medici poi, e nei farmaci infine. Mi ero stupidamente illusa che loro potessero avere la bacchetta magica e farmi completamente sparire il dolore. E immancabilmente rimanevo delusa, perché poco dopo il dolore si ripresentava più forte, più determinato e più resistente di prima. E che cosa facevo? Davo la colpa a loro!!!! Quindi cambiavo fisioterapista, passavo da un medico specializzato all’altro e cambiavo antinfiammatori. Io stavo sempre più male e il mio conto in banca calava, mentre l’industria farmaceutica si sfregava le mani appena mi vedeva J.

Ho capito sulla mia pelle (e sulle mie spalle) una sacrosanta realtà. Che nessuno ha la bacchetta magica, e che tutti mi davano sempre la stessa soluzione, che io facevo finta di non sentire: fai movimento per poter alleggerire le tensioni! Solo che non mi decidevo a muovermi perché non avevo idea di che cosa fare per stare meglio!

Finché per caso e quasi per gioco ho iniziato a fare Nordic Walking. E le tensioni si sono sciolte come neve sotto il sole. Ho iniziato ad ossigenare di più la mia mente, e a capire come tutto questo non solo mi facesse stare meglio fisicamente, ma mi aiutasse a gestire meglio i momenti stressanti della vita, sia sul lavoro, che nelle relazioni, che quando varco la soglia di casa e ho una famiglia caotica di gestire.

Oggi per te è più semplice, perché sia i fisioterapisti che i medici conoscono il Nordic Walking, ed è ormai la norma che prima di prescriverti qualche farmaco ti consiglino di avvicinarti a questa disciplina.

Se conosci un’altra attività a basso impatto, che sciolga le tensioni, che ti faccia stare bene e rispetti la tua fisiologia, FALLA SUBITO! (e poi fammi sapere qual è, perché ad oggi non ne ho trovata nessun’altra che abbia tutte le carte in regola, nemmeno il nuoto, perché non c’è ossigeno puro, e poi a mio avviso portare un borsone spacca la schiena e uscire prendendo un colpo d’aria mentre non ho i capelli perfettamente asciutti mi blocca ancor più la cervicale e il collo!)

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 Luana Svaizer

Istruttrice Esperta di Nordic Walking e Life Coach

 

Come eliminare le tensioni muscolari